|

Con la nuova CB1000R la Honda colma il vuoto lasciato nel 2005 dalla Hornet 900.
La CB1000R ha dalla sua delle ottime potenzialità come il look made in Italy (tutta la moto a parte il propulsore viene costruita ad Atessa , vicino Chieti) che porta la firma di Paolo Cucagna o come il propulsore diretto discendente di quello montato sul CBR 1000 RR MY’07 o come molte altre peculiarità.
Partiamo dal look grintoso e modeno con forme multi-sfaccettate : sul davanti il faro multireflector traingolare con un intrigante elemento azzurrino circolare nel vertice basso, il cupolino molto snello e leggero.
La strumentazione è completamente digitale e compatta, il serbatoio è snello(17 litri) ed è rivestito in modo da creare una sorta di continuitò con la sella.
La parte bassa della moto è caratterizzata nel lato destro da un vistoso scarico in acciaio inox e dalla ruota posteriore a razze disposte a girandola.
In un quadro così del genere, motore e telaio passano quasi inosservati, pur meritando a loro volta i riflettori puntati.
Il propulsore è infatti fratello di quello montato dalla CBR1000RR del 2007, rivisto e corretto alla ricerca di un’erogazione più tonda. Gli ingegneri giapponesi hanno lavorato su più fronti, intervenendo per esempio sulla testa, sugli alberi a camme, sulle valvole, sui corpi farfallati, sull’iniezione e sui pistoni oltre che, ovviamente, sulla centralina elettronica.
Il risultato è una potenza di 125cv a 10.000 giri, con un picco di coppia di 100 Nm tondi tondi a 8.000 giri. |
Ci Piace
+L’estetica filante
+La linearità dle propulsore
+La potenza e la modulabilità
dei freni |
Non Ci Piace
-La risposta dell’avantreno
-La disposizione dei cilindri
|
|
Le Dimensioni
|
 |
   |
|
Aggiungi un commento