29/07/2010

Coast to Coast in Basilicata

Scritto da Federica Pignalosa il 28/02/2009 in Turismo

Coast to Coast in Basilicata

mappa basilicata

Il Golfo di Policastro , là dove la Lucania si intromette tra Calabria e Basilicata per toccare anche solo con un dito il Tirreno, è governato da Maratea. La città delle quarantaquattro chiese, protetta dall’alto del monte San Biagio da Cristo di marmo, è un intreccio di vicoli: case, vicoli, conventi e monasteri. Nel centro storico le pasticcerie Iannini e Panza e i bar Avigliano e Caffè e Dolcezze (consigliate dallo Slow Food) propongono dolci a base di mandorle e noci, bocconotti, cassate al limone. In alto i ruderi del castello e la basilica di San Biagio, che un tempo era l’omaggio pagano a Minerva. Lungo la costa, impervia e fatta di scoglie natura a picco sul mare, otto torri squadrate servivano per difendersi dai Saraceni.
Come un pilota che si sdraia sulla carena e punta l’arrivo, il mare s’infila prepotentemente nelle grotte carsiche, che fu rifugio sicuro dei pirati: quella del Sogno, la grotta delle Colonne dopo Punta dei Crivi, quella del Fogiaru e di Zu Monaco nella stretta insenatura di Mezzanotte, quella dei pipistrelli in cui si può entrare in barca.
Le mille spiagge sono nicchie che resistono all’impietoso mare: la Luppa e l’Angiara, Pietre Cadenti, Marizza dove dal fondo del mare sgorga acqua dolce, e Porticello, dove la fenditura del Dragone scende nella roccia per chilometri. Il sentiero che dalla cala “d’u Nastru” porta “Apprezzami l’asino” è contraddistinto da un’antica usanza che oggi farebbe gridare allo scandalo qualunque animalista: troppo stretto se ci si incontrava a metà strada a dorso d’asino, non permetteva neanche di girarsi e tornare indietro; non restava che ricorrere ad una breve trattativa, stabilire il prezzo di un adeguato rimborso, poi toccava all’animale “apprezzato” di minor valore cedere il passo con un salto a precipizio nel mare.
Sul mare si affacciano piccoli borghi come Fiumicella, tra gli scogli di Punta Santa Venere, e la baia di Ogliastro, meta ricercata del turismo per alberghi e botteghe artigiane.
Attraversando la valle d’Agri, la valle del fiume Noce, confine naturale con la Calabria, i boschi del Pollino, le Dolomiti Lucane e le piane dorate dal sole di mezzogiorno, si arriva sullo Ionio, dove dolci colline sono sfiorate dal mare.
I parchi archeologici e i musei di Metaponto e Policoro, oltre che le Tavole Palatine del tempio di Hera di Metaponto testimoniano quanto i colonizzatori greci furono felici di trovare questa terra resa fertile dai fiumi Sinni, Agri, Cavone, Basento e Bradone.
Da colle Rotondella, ancora oggi chiamata “balcone sullo Ionio” , lo sguardo arriva fino alle grandi spiagge di sabbia e “sassolini bianchi e neri” che colpirono Italo Calvino. Quasi un sacrilegio non fermarsi al ristorante La Mangiatoia (anch’esso consigliato da Slow Food) dove si possono gustare pastizzi e falagoni, salumi come la soppressata locale al peperoncino di Senise e formaggi del Materano, frizzuli con ragù e mollica di pane fritta e pappardelle ai funghi, carni alla brace e arrosto di podolica.
Le pinete si affacciano sul mare dalle riserve naturali di Marinella Stornata e Metaponto: qui, il piccolo borgo di Torre Mare era il porto dell’antica colonia.
Questa costa fu dimenticata per secoli, prima per la furia dei Saraceni, poi per quella della malaria. Nel secondo dopoguerra fu fatta una bonifica e con le paludi furono debellate anche le pestilenze.
Ora è terra di meraviglie naturali e storiche da amare, ammirare e salvaguardare.

golfo di policastro

Nazione: Italia
Regione Attraversata : Basilicata
Località Partenza : Maratea
Località Arrivo : Torre Mare
Km Totali : n.i.
Tipo di fondo stradale : vario
Luoghi d’interesse : Maratea, la valle d’Agri, i boschi del Pollino, fiumi Sinni, Agri, Cavone, Basento e Bradone

maratea

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